Comunicato di Alfredo sull’operazione Scripta Manent

Valentina, Danilo, Anna, Marco, Sandro, Daniele, Nicola. Amici, fratelli, sorelle, compagni compagne sono stati arrestati e riarrestati. Dovrei propinare la solita solfa sull’ennesima montatura. Invece voglio parlare del perché sono stati arrestati. Perché fratelli e sorelle hanno colpito, si sono stufati di aspettare, hanno ignorato le decisioni della maggioranza e sono passati all’azione. Rimango comunque ottimista e di buon umore perché la logica dell’ (1+1=2) mi dice che i compagni-e che hanno colpito sono ancora in libertà quindi in grado di colpire di nuovo. Il potere non reprime a caso. Oggi vuole isolare e annientare una parte del movimento anarchico che per quanto “esigua” è riuscita a spezzare le catene che la legavano alla vecchia “anarchia sociale”. Un anarchismo sociale che ricerca in maniera suicida e compulsiva il “consenso a tutti i costi” annacquando di continuo le proprie istanze. Al potere fa comodo questa visione che non va “mai oltre” al contrario teme quegli anarchici che non si fanno legare le mani dal “consenso” perché convinti che solo dall’azione (non dalle teorie astratte o dalla ricerca-inseguimento del “popolo”) nasca la strategia, la strada da percorrere.

Non voglio entrare nel merito delle “accuse” e delle cosiddette “prove”. L’unica cosa che mi sento di dire è che i fratelli e le sorelle della FAI-FRI hanno sempre rivendicato a testa alta davanti ai porci togati i propri meriti, le proprie responsabilità, sputando loro in faccia, come facemmo noi a Genova. La mia priorità assoluta non è di uscire a tutti i costi dal carcere ma di uscirne a testa alta senza aver rinnegato niente di quello che sono stato, e che sono. Uscirò con le buone o con le cattive, quello dipenderà dalla mia forza, dalle mie capacità, dalla forza dei miei fratelli e sorelle fuori ma sicuramente ne uscirò a testa alta.

La mia complicità ideale va ai fratelli e sorelle della “Cooperativa artigiana fuoco e affini” FAI, ai fratelli e sorelle della FAI-RAT (Rivolta anonima e tremenda) e ai miei fratelli e sorelle della Narodnaja Volja-FAI chiunque siano, ovunque siano. La mia complicità ideale va all’anarchismo d’azione che in forme nuove sta risorgendo in mezzo mondo dopo un lungo letargo.

AVANTI SENZA PAURA

IL FUTURO E’ NOSTRO

PENSIERO E DINAMITE

Alfredo Cospito

 

PER SCRIVERE AD ALFREDO

Alfredo Cospito, via Arginone 327

cap 44122 Ferrara (FE)

Agli anarchici. Appello alla solidarietà rivoluzionaria di Alfredo Cospito

AGLI ANARCHICI-E

Appello alla solidarietà rivoluzionaria

Il neo-inquisitore della procura torinese Roberto Sparagna vuole prendere il posto di Laudi, gioca sulla nostra pelle all’annientamento. Tanto per cominciare contro l’isolamento (restrizione (tortura) impostaci da Sparagna) sciopero della fame ad oltranza senza limiti fino alle estreme conseguenze. Andrò avanti deciso finché non cesserà isolamento.

Roberto Sparagna vuole piegarci recidendo tutti gli affetti, infierendo con la censura e l’isolamento con l’obbiettivo di annullare qualunque barlume di affettività, qualunque possibilità di resistenza.

Nelle prossime settimane mi giocherò la vita.

Non nascondo che il raggiungimento dell’obbiettivo è complicato ma confido sull’odio che provo verso qualunque forma di potere e prevaricazione sulla solidarietà rivoluzionaria dei miei fratelli e sorelle anarchici-e e soprattutto sulla mia volontà. La mia forza è il movimento anarchico multiforme in continua trasformazione. Solo mettendo in gioco, giorno dopo giorno, vita e sicurezze, soltanto sporcandosi le mani con l’azione (qualunque essa sia) si incide nel reale, si fa la differenza.

Lo “sciopero della fame” (dal mio punto di vista impensabile fuori) nella situazione in cui mi trovo non include alcun disprezzo, disperazione o sottovalutazione della mia stessa vita. Vita magnifica e gioiosa la mia, proprio perché messa a rischio, gettata nella mischia della lotta senza calcoli e opportunismi. Attitudine che continuerò ad avere finché avrò anche un solo filo di respiro.

Rompere l’indifferenza, il calcolo politico di un movimento anarchico in Italia troppo spesso immobile, glaciale che si muove compatto solo quando c’è il morto, la vittima innocente.

ROMPERE L’ISOLAMENTO

I RIVOLUZIONARI VANNO LIBERATI

SEMPRE PER L’ANARCHIA

Alfredo Cospito

Aggiornamenti

luce

Continua lo sciopero della fame di Anna Beniamino e Alfredo Cospito.

Ricordiamo che tutti i prigionieri del Operazione Scripta Manent si trovano in regime di isolamento e non possono avere contatti con nessuno.

Alfredo, che si trova al suo dodicesimo giorno di sciopero, ha perso 13 kg.

Le notizie che arrivano da dentro sono poche e frammentarie. Lo stato, usando il suo potere, vuole imbavagliare i nostri compagni a tutti i costi, ma questo non ci sorprende, né ci scoraggia.

La nostra voce si alzerà, quindi, nel triste coro della sconfitta, ma sarà piuttosto un alto grido di rivolta contro lo Stato e il suo ennesimo, inutile tentativo di schiacciare l’anarchia e gli anarchici.

Complici e affini con i nostri fratelli carcerati

Indirizzi anarchici arrestati il 6 settembre [aggiornati e definitivi]

Gli indirizzi a questo punto potrebbero essere “definitivi”. Tutte le compagne e i compagni si trovano infatti in carceri in cui sono presenti sezioni AS2. Risulta ancora di più evidente quindi la pretestuosità degli isolamenti e dei divieti di incontro.

BISESTI MARCOStrada Alessandria, 50/A – 15121 San Michele, Alessandria (AL)

MERCOGLIANO ALESSANDROStrada Alessandria, 50/A – 15121 San Michele, Alessandria (AL)

SPEZIALE VALENTINAVia Aspromonte, 100  –  04100 – Latina LT

BENIAMINO ANNAVia Aspromonte, 100  –  04100 – Latina LT

CREMONESE DANILO EMILIANO:  Str. delle Campore, 32  –  05100 Terni TR

CORTELLI DANIELE: Str. delle Campore, 32  –  05100 Terni TR

ALFREDO COSPITO: via Arginone 327 – 44122 Ferrara FE

NICOLA GAI: via Arginone 327 – 44122 Ferrara FE

Udine, 8.10.16, condannato un anarchico a 1 anno e 9 per rapina e violazione foglio di via

 

anarchia_simbolo_vernice_01https://alcunianarchiciudinesi.noblogs.org/post/2016/10/08/udine-8-10-16-condannato-un-anarchico-a-1-anno-e-9-per-rapina-e-violazione-foglio-di-via/

Negli ultimi giorni un compagno anarchico di Udine, che sta scontando una condanna di otto mesi (fino a febbraio 2017) ai domiciliari a Trieste per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, è stato condannato in via definitiva senza condizionale a 1 anno e 4 mesi per rapina e a 5 mesi per violazione del foglio di via da Udine. Seguiranno aggiornamenti e informazioni sulle modalità in cui dovrà scontare le condanne.

Cogliamo l’occasione per mandare un saluto ai compagni arrestati e indagati nell’operazione “Scripta Manent” e ai tre compagni (a cui è stato allungato l’obbligo di dimora per almeno altri 6 mesi) che il 10 ottobre avranno un’udienza a Firenze per tafferugli con gli sbirri a un concerto mesi fa, fatti in risposta ai quali fu attaccata con molotov la caserma dei carabinieri. Saluti solidali a chi resiste nella lotta contro il dominio.

Alcuni anarchici udinesi

Aggiornamenti Operazione “Scripta manent”

Sono cominciati i primi trasferimenti.

Danilo Cremonese, Str. delle Campore, 32  –  05100 Terni TR

Valentina Speziale, Via Aspromonte, 100, 04100 Latina LT

A quanto pare la nuova ondata di arresti, unita alla infame abitudine della procura di Torino di imporre agli anarchici su cui indaga il divieto di incontro, ha “costretto” il DAP a rivedere in parte la politica sull’Alta Sicurezza in vigore dal 2009. Infatti il regime di AS2 riservato ai detenuti politici, fino ad ora era suddiviso al suo interno in aree di appartenenza ideologica, relativamente rigide, per quanto possa esserlo le categorie politiche di questi amministratori di carne umana.  Danilo e Valentina invece sono stati spostati in carceri dove al momento erano detenuti i prigionieri comunisti, in genere rinchiusi dagli anni ’80.

E’ probabile ci saranno altri trasferimenti nei prossimi giorni, spesso avvengono nei finesettimana per rallentare la solidarietà e impedire al prigioniero di spedire telegrammi fino al lunedì e quindi comunicare dove si trova.

Anche Alfredo e Nicola, sono isolati fra loro nel carcere di Ferrara. Alfredo era tenuto in isolamento sin dal 30 agosto quando, in solidarietà con le condanne delle CCF per il tentativo di evasione da Koridallos, aveva sfondato il vetro divisorio dell’area colloqui. E in isolamento è rimasto, per evitare contatti con Nicola. Non sappiamo invece se Nicola si trova ancora in isolamento in cella, come avviene nei primi giorni dopo un arresto, almeno fino al primo interrogatorio.

Avvertiamo inoltre che l’esimio dottor Sparagna, non ancora saziato dalla sua sete di carcere, avrebbe fatto appello al Riesame per chiedere l’arresto di altri compagni o di altre compagne, per i quali il GIP non avrebbe disposto la carcerazione la mattina del 6 settembre, come invece avrebbe voluto la procura.

Il Riesame fatto dalle difese, invece, avrebbe fatto cadere alcune delle accuse, senza però determinare la scarcerazione.

Praticamente tutti gli arrestati e le arrestate stanno subendo forti ritardi nel ricevere la posta, mentre molte lettere vengono censurate – in parte o del tutto – e altre non arrivano a destinazione. Così come non vengono concessi ancora i colloqui, nemmeno ai figli.

Comunichiamo queste notizie non per lagnarcene, ma per stimolare la giusta rabbia.

Non permettiamo allo Stato di isolare i nostri fratelli e le nostre sorelle.